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Grande, caldo e nuvoloso: ecco a voi Hip 65426b

July 7, 2017 by Federico Di Giacomo
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L’immagine, presa nella banda del vicino infrarosso, mostra l’esopianeta (in basso a sinistra) in orbita attorno alla stella Hip65426 (la cui posizione è indicata dalla croce). La luce della stella centrale è bloccata da un coronografo. Crediti: Eso/Sphere Consortium/G. Chauvin et al.

L’immagine, presa nella banda del vicino infrarosso, mostra l’esopianeta (in basso a sinistra) in orbita attorno alla stella Hip65426 (la cui posizione è indicata dalla croce). La luce della stella centrale è bloccata da un coronografo. Crediti: Eso/Sphere Consortium/G. Chauvin et al.

HIP65426b è il nome del primo pianeta scoperto e immortalato da SPHERE, lo strumento installato presso il Very Large Telescope dell’ESO all’Osservatorio del Paranal in Cile. Si tratta di un pianeta gioviano caldo e polveroso, con una massa che oscilla tra le 6 e 12 masse gioviane, in rapidissima rotazione attorno alla sua stella che si trova ad una distanza che è circa pari a tre volte la distanza tra Nettuno e il Sole. La stella madre è membro della giovane e relativamente vicina associazione stellare dello Scorpione-Centaurus ad una distanza di 390 anni dalla Terra.

Lo strumento utilizzato per questo studio, SPHERE, è altamente complesso, e combina tre tecniche all’avanguardia e molto sofisticate. La prima di queste tecniche è l’ottica adattiva. Si tratta di una procedura complessa volta a correggere gli effetti di distorsione dell’atmosfera terrestre e dello strumento stesso, in modo da produrre immagini nitide dell’esopianeta e con miglior contrasto. Il secondo processo utilizzato è la coronografia, impiegata per sopprimere la luce della stella in modo da far emergere ciò che si trova nelle sue immediate vicinanze. L’uso dei coronografi è fondamentale per diminuire la luce della stella ed evidenziare la presenza del pianeta.

Un’ulteriore tecnica utilizzata da SPHERE è nota come polarimetria differenziale e sfrutta la differenza tra la “luce” del pianeta e quella proveniente dalla stella in termini di polarizzazione e colore. Infatti, nella banda ottica i pianeti brillano di sola luce riflessa della stella. A differenza della luce stellare che non è polarizzata, quella riflessa dal pianeta ha un certo grado di polarizzazione e questo consente di poter individuare direttamente il pianeta.

Per ulteriori informazioni, la notizia è disponibile su Media INAF

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Posted in: news Tagged: gigante gassoso, infrarosso, sphere

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