TrES-4b, un pianeta davvero molto leggero

Una rappresentazione artistica del pianeta TrES-4b. Crediti: FGG/TNG/Vincenzo Guido
Una rappresentazione artistica del pianeta TrES-4b. Crediti: FGG/TNG/Vincenzo GuidoUn gruppo di astronomi del programma GAPS-Global Architecture of Planetary ha ripreso in considerazione i parametri del sistema planetario TrES-4 utilizzando lo spettrografo di alta precisione HARPS- montato al Telescopio Nazionale Galileo.

Un gruppo di astronomi del programma GAPS-Global Architecture of Planetary Systems ha ripreso in considerazione i parametri del sistema planetario TrES-4 utilizzando lo spettrografo di alta precisione HARPS-N montato al Telescopio Nazionale Galileo.

Posto a 1400 anni-luce di distanza dalla Terra, il pianeta TrES-4b ha un raggio pari a1,84 raggi gioviani e orbita attorno alla stella in soli 3,5 giorni terrestri. Appartiene alla classe dei pianeti definita “puffy”, con basse densità e grandi volumi.

Il valore della densità calcolato in precedenza era di circa 0,2 grammi per centimetro cubo. Il grande rapporto tra massa e densità lo rendeva un pianeta anomalo tanto che i modelli di formazione planetaria non riuscivano a spiegare l’esistenza di un pianeta così grande. In altre parole, un pianeta con valori bassi di densità non avrebbe dovuto superare le dimensioni di Giove. TrES-4 era quasi il doppio.

La grande precisione di HARPS-N ha permesso di ottenere una stima della densità molto migliore: il pianeta risulta avere ha una massa che è solo metà di quella di Giove. Con questa nuova stima TrES-4b si trova al secondo posto tra i pianeti meno densi finora trovati. In altre parole, TrES-4b potrebbe galleggiare in un mare, se ci fosse la possibilità di trovarne uno così grande da contenerlo.

Ulteriori informazioni: Media INAF – Oh oui, je suis TrES léger 

La ricetta per una nuova Terra

Rappresentazione artistica di un pianeta roccioso simile alla Terra. Crediti: David A. Aguilar / CfA
Rappresentazione artistica di un pianeta roccioso simile alla Terra. Crediti: David A. Aguilar / CfA

È un po’ italiano il “ristorante” dove si è scoperto come “cucinare” un’altra Terra simile al nostro pianeta.

Il ristorante è il TNG- Telescopio Nazionale Galileo, dove HARPS-N ha permesso di compiere un altro balzo in avanti nella comprensione della formazione ed evoluzione dei sistemi planetari. In particolare, grazie a questo potente cacciatore di pianeti extrasolari, si è potuto verificare che la formula per formare un pianeta simile al nostro è valida anche al di fuori del nostro Sistema Solare. Il nostro Sistema Solare, in altre parole, non è così unico come potremmo pensare.

Dieci sono i pianeti con diametro inferiore a due volte quello della Terra analizzati da un gruppo di astronomi del CfA-Harvard Smithsonian Center for Astrophysics. HARPS-N ha permesso di fare una stima della massa e delle dimensioni di uno di questi pianeti, Kepler-93b, ricavandone dunque la densità. Kepler-93b è un pianeta con un raggio pari a circa 1,5 volte quello della Terra, una massa 4 volte maggiore, il che comporta una composizione rocciosa.

La ricetta trovata dal gruppo di scienziati rivela che i pianeti con dimensioni più piccole di 1,6 volte quelle della Terra sono di tipo roccioso e presentano una composizione di ferro e di roccia che è praticamente molto simile tra loro.
Il risultato conferma, dunque, che gli ingredienti di base dei pianeti extrasolari rocciosi sono sempre gli stessi.

Ulteriori informazioni: Media INAF – Cucinare un’altra Terra? Ecco la ricetta