La scienza

Dopo la scoperta del primo pianeta al di fuori del nostro Sistema Solare, nel 1995, la ricerca di nuovi pianeti rappresenta uno dei campi più attivi dell’astrofisica moderna.

VERSO ALTRE TERRE? La Storia dei pianeti extrasolari
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HARPS-N@TNG, IL CACCIATORE DI PIANETI
Le principali scoperte al Telescopio Nazionale Galileo con HARPS-N

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La ricerca di pianeti simili alla nostra Terra, come dimensioni e come giusta distanza dalla loro stella, con eventuali forme di vita come noi la conosciamo, è ancora lunga.
Tale ricerca è fortemente legata alla domanda, ancora senza risposta, se vi sono altre forme di vita nell’universo.

Ciò che affascina e spinge in avanti la ricerca è sicuramente la possibilità di trovare un pianeta simile alla nostra Terra, a una distanza ottimale dalla sua stella per mantenere acqua liquida sulla superficie, in grado di ospitare una qualche forma di vita.

Inizialmente il ritmo delle scoperte dei pianeti extrasolari è stato lento, ma negli ultimi anni ha conosciuto un grande aumento, si è partiti dai 20 pianeti scoperti nel 2000 passando per i 189 nel 2011,  nel 2014 erano 850 e oggi si hanno oltre 3480 pianeti extrasolari confermati!

Secondo le stime della NASA sono oltre 2400 i candidati pianeti, la maggior parte dei quali sono stati individuati dalla missione Kepler.

Questi risultati hanno portato ad affermare che la formazione di sistemi planetari risulta un fenomeno strettamente legato alla formazione delle stelle e che la presenza di pianeti extrasolari è un fatto comune nell’universo. Infatti, l’osservazione di una grande quantità di sistemi planetari permette di iniziare a fare considerazioni di carattere statistico. I risultati più recenti portano ad affermare che quasi tutte le stelle ospitano pianeti. È stato possibile comprendere, inoltre, come i modelli di formazione basati sull’osservazione del solo Sistema Solare fossero quanto meno parziali: i sistemi scoperti hanno caratteristiche molto diverse da quelle del Sistema Solare, tanto da richiedere un totale ripensamento dei modelli di formazione planetaria.

HARPS-N , lo spettrografo montato al TNG-Telescopio Nazionale Galileo, è uno strumento all’avanguardia a livello mondiale nella misura delle velocità radiali delle stelle per la rivelazione di pianeti extrasolari. Nell’ottobre 2013 HARPS-N ha permesso di caratterizzare il primo pianeta con caratteristiche simili alla Terra.

Il programma GAPS-Global Architecture of Planetary Systems dell’INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica ha come obiettivo la caratterizzazione dei sistemi multipli e la loro architettura grazie allo strumento HARPS-N. In particolare, si vuole acquisire una maggiore comprensione delle proprietà strutturali dei pianeti extrasolari e delle dipendenze tra proprietà fisiche dei pianeti e delle stelle che li ospitano. Tutto ciò nel contesto, più ampio, relativo alla comprensione di come si formino e si evolvano i sistemi planetari e, in particolare, quali tra gli scenari possibili, sia il più plausibile.

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